AUTUNNO E MALINCONIA: RACCONTI DI FINE ESTATE TRA RICORDI E QUOTIDIANITÀ

Estate, un piacevole ricordo che sbiadisce a poco a poco tra i caldi colori dell’ autunno. Le giornate si accorciano, le temperature si abbassano ed è facile farsi prendere dalla malinconia.

Mare, spiaggia, viaggi, amori estivi, tramonti con gli amici…tutto sembra incredibilmente lontano e riprendere la vita ordinaria appare difficile se non impossibile. Depressione? Tecnicamente la chiamano Holiday Blues o Sindrome da rientro, all’italiana. E se durante l’ autunno questa patologia compare generalmente in modo lieve e transitorio, in alcuni casi può degenerare.

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DALLA PUBBLICITÀ DEL BUONDÌ AL POTERE DELLA PUBBLICITÀ

Mentre il mondo si preoccupa per gli attacchi nucleari della Corea del Nord, in America gli uragani devastano intere regioni e Ryanair cambia all’improvviso le regole per trasportare il bagaglio a mano, noi in Italia ci indigniamo per la pubblicità del Buondì. Uno spot politicamente scorretto? Sicuramente efficace.

Qual è il potere della pubblicità? Persuasione, coinvolgimento, dibattito. E non importa se quanto viene rappresentato in uno spot è spesso poco veritiero o lontano dalla realtà, ciò che conta è l’impatto sul consumatore. È il caso di dire che con la pubblicità del Buondì, la Motta ha proprio fatto centro. Ops, forse sarebbe stato più opportuno trovare delle altre parole visto che a scatenare la grande polemica degli ultimi giorni è stato proprio l’enorme asteroide che colpisce la mamma miscredente. La sua colpa? Aver negato l’esistenza di una colazione leggera e golosa. Stessa sorte per il papà che, anche lui scettico, subisce la vendetta dal cielo. Insomma, la figlia – più che traumatizzata – pare essere rimasta digiuna.

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INSTAGRAM STORIES: FINESTRE DI FELICITÀ

Ventiquattro ore. Video, foto, boomerang: frammenti di vita estemporanei. Instagram Stories, funzione che il celebre social network ha copiato al meno fortunato Snapchat, non è altro che un modo per rispondere alla classica domanda Cosa stai facendo?

Perché limitarsi alle parole quando si può raccontare la propria vita attraverso le immagini? E soprattutto perché non dare, anche ai momenti più ordinari, un tocco di colore? Condividere foto e pensieri sui social sembrava un punto d’arrivo, ma Instagram Stories ha cambiato qualcosa. Ventiquattro ore la durata dei contenuti online, piccoli pezzi di vita privata regalati ai propri follower. Banalità? Mai! Se un amico ti telefonasse mentre prendi il sole in spiaggia, probabilmente ti limiteresti a dirgli che ti stai arrostendo sulla sabbia. Ma se posti una storia su Instagram Stories, è tutta un’altra musica. Anche le attività più noiose possono essere vendute come esilaranti momenti di divertimento. Aggiungi un filtro, un paio di hashtag, qualche adesivo fancy, una geolocalizzazione cool e il gioco e fatto.

A volte esistere sui social è più facile che sopravvivere nella giungla della realtà. E le Stories in fondo non sono altro che una finestra dalla quale, in pochi secondi, hai la possibilità di mostrare all’esterno ciò che vuoi raccontare di te.

È il gioco delle percezioni, del voler apparire felice a tutti costi perché poi è quello che tutti noi vorremmo essere. Il boomerang di un brindisi con gli amici, il video di una canzone pazza cantata in auto, lo scatto di un outfit prima di uscire da casa. E poi? Cosa succede dopo quei momenti di condivisione su Instagram Stories? Le bottiglie si svuotano, gli amici vanno via, si scioglie il make-up e cadono le maschere. L’inquadratura si allarga e ciò che spunta è la vita vera.

Ma sognare e lasciar sognare è un diritto. Una parentesi di un giorno intero per ricordare a noi stessi e a chi ci segue che qualcosa di bello, in questo mondo tanto duro, esiste. Che il piacere di condividere un tassello di gioia non diventi mai ostentazione, è questo ciò che conta. Potrà prevalere il desiderio di tuffarsi in un bel boomerang per rivivere all’infinito quei pochi secondi che ci hanno reso contenti, ma la soddisfazione più grande è premere play e portare avanti la vita vera.

Instagram Stories, dal canto suo, ha il pregio di rendere talvolta ‘più umani’ anche quei divi inarrivabili che saltuariamente decidono di mostrarsi per come sono, magari coi figli, in palestra o al mattino senza trucco. E allora la finestra ‘si ribalta’, scoprendo per pochi istanti quel mondo sincero e non patinato che ci allinea alle brillanti celebrità da copertina. È la democrazia dei social.

Ph instagram @naylac_

What are the right words? . . . . . #work #me #love #hotel #design #typewriter #vintage #fashion #Luxury

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MODA: PER TUTTI O DI TUTTI? QUANDO IL FASHION SI FA POP

La moda è per tutti. Vero o falso? Dipende. Farne una questione di tipo economico sarebbe scontato: siamo davvero sicuri che ciò che spesso rende il patinato mondo del fashion distante da quello di noi comuni mortali sia il prezzo di un abito o di un accessorio?

Non è tutta colpa dell’etichetta. Il fashion system ci ha abituati ad abiti fiabeschi e a prezzi proibitivi, inoltre il mondo dell’haute couture è solito rendersi inavvicinabile ponendo una barriera fatta di raso, seta, paillettes e una cospicua fila di zeri. Eppure la moda appare spesso distante dalla realtà anche quando le cifre non sono così esagerate, anzi perfino quando ci si muove nel cosiddetto mass market.

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INGLESE, INDIGESTIONI VERBALI PER ITALIANI COOL ‘N POSH

Italiani popolo anglofono? Yes, non solo per dovere ma per scelta. L’inglese spopola, a volte (il più delle volte!) a sproposito sulle bocche degli abitanti del Bel Paese specialmente in quei contesti business dove esprimersi con termini stranieri è un must assoluto.

Certa che si sia colta l’ironia, vi sfido a sostituire le tre parole in inglese che ho appena usato con dei sinonimi made in Italy: ‘sì’, ‘professionali’, ‘tendenza’. Perché, a fronte di una lingua ricca come la nostra, si tende a rimpiazzarla con un lessico dal gusto esotico? Perché fa cool. È figo, alla moda. E così, tra le scrivanie dei milanesi imbruttiti senti parlare di business plan, meeting e pause a base di coffee e sushino. La sera, basta qualche attimo per rifarsi il look, scegliere l’outfit e correre a fare un happy hour. Attenzione alle indigestioni di inglese. Bacon, eggs e fonemi anglosassoni possono diventare velenosi.

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POLIGNANO A MARE : LA CITTA’ CHE TI SUSSURRA TRA POESIA E MARE

Polignao a Mare . L’ho vista tante volte , su instagram, su riviste patinate nella sezione “consigli di viaggio”, in televisione…e forse da qualche altra parte , ma vederla e viverla,  è un’altra storia.

Solitamente quando vado a visitare, o vedere qualcosa che ho già visto “virtualmente”, i casi sono due ,o è una delusione o è ancor meglio di quel che avevo già visto fin ora. Polignano a Mare rientra perfettamente nel secondo caso , si è rivelata ancor più magica e incantevole delle aspettative.

 

>>>Idee Weekend in Puglia <<<

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IDEA WEEKEND IN PUGLIA : UNA MASSERIA DA SCOPRIRE

Un weekend in Puglia…

Da dove inizio? Ci sono talmente tate cose e aneddoti che vorrei raccontarvi che non so se iniziare dal buon cibo, dall’ospitalità pugliese o dall’indimenticabile esperienza tra trulli secolari e persone autentiche. Ok iniziamo da dove soggiornare! Se mi seguite sui social avrete ben intuito che sono stata un weekend in Puglia, un weekend fatto di relax e scoperta di un territorio che ho visitato per la seconda volta dove ho soggiornato in una masseria stupenda…

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SOCIAL NETWORK: KIT DI SOPRAVVIVENZA PER INTERNAUTI CONFUSI

Il mondo di internet è una giungla e i social network, nati come casette nel deserto, sono diventati ormai delle vere e proprie metropoli. Ognuno, col suo profilo, ha modo di vivere e raccontare le proprie giornate. Si tratta di una vita parallela o di uno specchio della realtà?

Nome, cognome, soprannome – se capita -, foto profilo. Voilà, poche mosse e la tua identità digitale è servita. Esistere sui social network è molto semplice, resistere un po’ meno. Seduti dietro uno schermo risulta quasi automatico lasciarsi andare a commenti e sfoghi che difficilmente avremmo il coraggio di fare davanti ai diretti interessati. Facebook soprattutto, per molte persone diventa una piazza dove urlare le proprie frustrazioni, dove condividere rabbia e sconforto o, al contrario, dove ostentare amore e felicità come nemmeno Pollon dopo la famosa polverina che sembra talco ma non è!

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BORSE E UOMINI: GLI ACCESSORI A CUI LE DONNE NON DICONO DI NO

Le donne amano la moda e pertanto non possono fare a meno di abiti, scarpe, gioielli e capricci di ogni genere. Ma sono due gli accessori a cui il genere femminile è difficilmente pronto a rinunciare: le borse e gli uomini. Sì, anche gli uomini. Del resto Ken non ha forse trascorso tutta la vita nel ruolo di accessorio di Barbie?

Perché accada ciò è molto semplice: tanto le borse quanto i maschi rappresentano dei potenziali compagni di vita. Che sia uno zaino, una sacca, una pochette o una tracolla, la borsa è sempre al fianco di una donna. Ne custodisce gli oggetti più cari, si abbina al suo stile di vita e si adegua a ogni circostanza. Può durare per sempre o essere utilizzata per un paio di occasioni e poi mai più. Notate qualche differenza con gli uomini? Bhé forse una, gli XY non si adeguano a ogni circostanza.

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