MODA: PER TUTTI O DI TUTTI? QUANDO IL FASHION SI FA POP

La moda è per tutti. Vero o falso? Dipende. Farne una questione di tipo economico sarebbe scontato: siamo davvero sicuri che ciò che spesso rende il patinato mondo del fashion distante da quello di noi comuni mortali sia il prezzo di un abito o di un accessorio?

Non è tutta colpa dell’etichetta. Il fashion system ci ha abituati ad abiti fiabeschi e a prezzi proibitivi, inoltre il mondo dell’haute couture è solito rendersi inavvicinabile ponendo una barriera fatta di raso, seta, paillettes e una cospicua fila di zeri. Eppure la moda appare spesso distante dalla realtà anche quando le cifre non sono così esagerate, anzi perfino quando ci si muove nel cosiddetto mass market.

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MODA: IL LESSICO MADE IN FASHION RACCONTA LE PASSERELLE

Se vale il detto “Parla come mangia”, visti gli standard a cui il fashion system ci ha abituato, il mondo della moda dovrebbe tacere. Piccole porzioni per piccole parole, eppure l’universo glam fatto di copertine patinate e scintillanti alfabeti è sempre in prima linea quando c’è da sfornare qualche neologismo dal sapore internazionale.

Se dovessimo elencare ogni singola voce del dizionario della moda, la lista sarebbe infinita. Non solo termini universalmente riconosciuti, bensì anche tante parole nate per definire una nuova tendenza o per rendere accattivante qualcosa che prima non lo era nemmeno lontanamente. Il potere del lessico della moda è dare quel tocco in più, dare luce e voce a ciò che è spento. È un riflettore che decide chi e cosa rendere protagonista.

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INGLESE, INDIGESTIONI VERBALI PER ITALIANI COOL ‘N POSH

Italiani popolo anglofono? Yes, non solo per dovere ma per scelta. L’inglese spopola, a volte (il più delle volte!) a sproposito sulle bocche degli abitanti del Bel Paese specialmente in quei contesti business dove esprimersi con termini stranieri è un must assoluto.

Certa che si sia colta l’ironia, vi sfido a sostituire le tre parole in inglese che ho appena usato con dei sinonimi made in Italy: ‘sì’, ‘professionali’, ‘tendenza’. Perché, a fronte di una lingua ricca come la nostra, si tende a rimpiazzarla con un lessico dal gusto esotico? Perché fa cool. È figo, alla moda. E così, tra le scrivanie dei milanesi imbruttiti senti parlare di business plan, meeting e pause a base di coffee e sushino. La sera, basta qualche attimo per rifarsi il look, scegliere l’outfit e correre a fare un happy hour. Attenzione alle indigestioni di inglese. Bacon, eggs e fonemi anglosassoni possono diventare velenosi.

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SOCIAL NETWORK: KIT DI SOPRAVVIVENZA PER INTERNAUTI CONFUSI

Il mondo di internet è una giungla e i social network, nati come casette nel deserto, sono diventati ormai delle vere e proprie metropoli. Ognuno, col suo profilo, ha modo di vivere e raccontare le proprie giornate. Si tratta di una vita parallela o di uno specchio della realtà?

Nome, cognome, soprannome – se capita -, foto profilo. Voilà, poche mosse e la tua identità digitale è servita. Esistere sui social network è molto semplice, resistere un po’ meno. Seduti dietro uno schermo risulta quasi automatico lasciarsi andare a commenti e sfoghi che difficilmente avremmo il coraggio di fare davanti ai diretti interessati. Facebook soprattutto, per molte persone diventa una piazza dove urlare le proprie frustrazioni, dove condividere rabbia e sconforto o, al contrario, dove ostentare amore e felicità come nemmeno Pollon dopo la famosa polverina che sembra talco ma non è!

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BORSE E UOMINI: GLI ACCESSORI A CUI LE DONNE NON DICONO DI NO

Le donne amano la moda e pertanto non possono fare a meno di abiti, scarpe, gioielli e capricci di ogni genere. Ma sono due gli accessori a cui il genere femminile è difficilmente pronto a rinunciare: le borse e gli uomini. Sì, anche gli uomini. Del resto Ken non ha forse trascorso tutta la vita nel ruolo di accessorio di Barbie?

Perché accada ciò è molto semplice: tanto le borse quanto i maschi rappresentano dei potenziali compagni di vita. Che sia uno zaino, una sacca, una pochette o una tracolla, la borsa è sempre al fianco di una donna. Ne custodisce gli oggetti più cari, si abbina al suo stile di vita e si adegua a ogni circostanza. Può durare per sempre o essere utilizzata per un paio di occasioni e poi mai più. Notate qualche differenza con gli uomini? Bhé forse una, gli XY non si adeguano a ogni circostanza.

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T-SHIRT E RACCONTI: COME E PERCHÉ UNA MAGLIETTA PUÒ RIVELARE MOLTO DI NOI

Abbigliamento e personalità camminano a braccetto. A dispetto del famoso proverbio secondo cui l’abito non fa il monaco, ciò che indossiamo dice molto di noi. Il capo per eccellenza che in certo qual modo parla e rende visibili i nostri pensieri è la t-shirt.

Apri l’armadio e i cassetti e inizia a contare quante magliette ci sono. Sicuramente almeno venti, la maggior parte dimenticate sul fondo e appartenenti a un periodo lontano. Ricordi quando accumulavi le t-shirt con su scritto il nome delle città visitate? Soltanto di Parigi credo di averne almeno cinque.

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VIAGGIARE IN AEREO: 5 PERSONAGGI IN CERCA DI UN VOLO

Volare oh-oh! Quanto è bello viaggiare in aereo e girare il mondo. Sì, perché quando oltrepassi le nuvole non ci sono più confini. Non c’è mare o montagna che possa fermarti. Arrivi in aeroporto, fai il check-in, superi i controlli di sicurezza e via, diretto verso il tuo posto in cabina. Ma la traversata verso la meta dei tuoi sogni potrebbe portarti a incontrare – inevitabilmente! – almeno uno dei classici personaggi da aereo.

Si sa che l’umanità è varia e variopinta ma molte persone riescono a dare il meglio di sé quando si trovano lontano da casa e in situazioni fuori dalla loro zona di comfort. Viaggiare in aereo è una di queste. C’è chi ha paura, chi al contrario è particolarmente esaltato, chi ha l’ansia da ritardo e così via. I più tradizionali? Eccoli:

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LAVORARE GRATIS, OSSIMORO E PARADOSSO DELLA REALTÀ MODERNA

Prima di iniziare a scrivere questo articolo mi sono interrogata a lungo sulla parola-chiave da utilizzare. Ammetto che mi sono trovata in difficoltà perché qualunque idea mi balenasse in mente, era inevitabilmente un ossimoro. Contraddizione dopo contraddizione ho deciso di cedere a quella che in fondo è ahimè una realtà, ovvero lavorare gratis. Ecco la mia parola chiave! Avrei potuto scegliere volontariato ma non sarebbe stato lo stesso.

«Ma ti pagano?» Mi trovo a dover rispondere a questa domanda diverse volte a settimana. Scrivo, ho deciso di provare a vivere di quello che non definirei un talento ma un’attitudine, una passione. Eppure per molte persone è qualcosa di strano che io percepisca del denaro per la mia professione. Se ci pensiamo un attimo, perché non dovrei? Se chiamo un elettricista per un guasto nessuno metterebbe in dubbio il fatto che costui vada retribuito. Ma nella Repubblica degli stagisti, dei precari e dei tuttofare, l’essere tenuti a lavorare gratis è un must have che non passa mai di moda.

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CELEBRITÀ: MORIRE DI FAMA OVVERO L’OSSESSIVA RICERCA DELLA POPOLARITÀ

Vanità, narcisismo, mania di protagonismo. Vizi? Forse. Debolezze? Probabile. In ogni caso il desiderio di apparire è intrinseco nell’essere umano. Anche le persone più timide con i loro silenzi, spesso ricercano l’attenzione del prossimo. Ma la brama di farsi notare può andare oltre trasformandosi nella spasmodica ricerca della celebrità.

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CHI DICE DONNA DICE…DISTRAZIONE!

Inizio il post premettendo che:

    1.È polemico

    2.Non sono una femminista invasata

L’idea di questo articolo nasce mentre cerco un appartamento da comprare.

Entro in un’agenzia immobiliare convinta che la proprietaria sia una mia conoscente. Mi imbatto in uno sbarbatello con le unghie mangiate e gli chiedo di incontrare la sua responsabile. Sorride, mi guarda da dietro i suoi occhialetti e dice: Signorina, deve aver sbagliato agenzia. Qua non lavora alcuna donna perché i dirigenti non vogliono assumerne.

Rimango perplessa, la stanchezza avrà giocato un brutto scherzo. Gli chiedo di ripetere.

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