MODA: IL LESSICO MADE IN FASHION RACCONTA LE PASSERELLE

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Se vale il detto “Parla come mangia”, visti gli standard a cui il fashion system ci ha abituato, il mondo della moda dovrebbe tacere. Piccole porzioni per piccole parole, eppure l’universo glam fatto di copertine patinate e scintillanti alfabeti è sempre in prima linea quando c’è da sfornare qualche neologismo dal sapore internazionale.

Se dovessimo elencare ogni singola voce del dizionario della moda, la lista sarebbe infinita. Non solo termini universalmente riconosciuti, bensì anche tante parole nate per definire una nuova tendenza o per rendere accattivante qualcosa che prima non lo era nemmeno lontanamente. Il potere del lessico della moda è dare quel tocco in più, dare luce e voce a ciò che è spento. È un riflettore che decide chi e cosa rendere protagonista.

Basta definire qualcosa come fashion per far sì che lo sia realmente? Probabilmente no, ma per molti boccaloni attratti dal fascino seducente dell’etichetta le parole sono sufficienti per qualificare un capo d’abbigliamento o un intero stile di vita.

Vittime del dizionario modaiolo? Spesso. Ogni anno stilisti ed esperti del settore coniano termini volti a definire le news dalle passerelle o a rendere politically correct e socialmente accettabili dei canoni di bellezza generalmente relegati oltre i confini dei luccicanti regni dell’haute couture.

Basti pensare al termine curvy e all’intera categoria di modelle nate sotto una morbida stella, a come il marketing stesso si sia accostato a questo nuovo modus estetico e a come fino a qualche anno fa, queste soffici fanciulle sarebbero state etichettate semplicemente come ciccione. La moda, con il suo ventaglio verbale, ha donato loro una possibilità di riscatto.

Esistono poi interessanti fusioni lessicali come le parole jeggings e jorts. Il primo è un leggings in denim modellato su un taglio jeans, il secondo è invece uno short…ancora più short, banalmente tagliato a mano in versione home made.

Ma la moda si sa, ha anche il potere di rendere immortale. Chi non sogna la Kelly, la più famosa borsa di Hermès dedicata alla divina Grace Kelly?

Le parole made in fashion, contano! I linguisti sembrano intenti a studiarne il significato e l’impatto mediatico, ma la foga non è certamente pari a quella di un manipolo di donne da Zara il primo giorno di saldi. Si può definire un linguaggio tecnico? Probabilmente sì, almeno in parte. In altri casi è soltanto molto posh ed esclusivo, capace però di far sostenere intere conversazioni esattamente sul nulla.

Se davanti a un paio di flatform che la tua amica dichiara di aver visto su Vogue ai piedi di Cara, ti senti come un marziano appena giunto su un pianeta ostile, non perderti d’animo. Ricorda piuttosto che la moda legittima, pertanto se uscirai da casa con addosso pigiama e cappotto-vestaglia, nessuno ti giudicherà scialbo bensì shabby chic.

(ph Nayla c)

 

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