VIAGGIARE IN AEREO: 5 PERSONAGGI IN CERCA DI UN VOLO

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Volare oh-oh! Quanto è bello viaggiare in aereo e girare il mondo. Sì, perché quando oltrepassi le nuvole non ci sono più confini. Non c’è mare o montagna che possa fermarti. Arrivi in aeroporto, fai il check-in, superi i controlli di sicurezza e via, diretto verso il tuo posto in cabina. Ma la traversata verso la meta dei tuoi sogni potrebbe portarti a incontrare – inevitabilmente! – almeno uno dei classici personaggi da aereo.

Si sa che l’umanità è varia e variopinta ma molte persone riescono a dare il meglio di sé quando si trovano lontano da casa e in situazioni fuori dalla loro zona di comfort. Viaggiare in aereo è una di queste. C’è chi ha paura, chi al contrario è particolarmente esaltato, chi ha l’ansia da ritardo e così via. I più tradizionali? Eccoli:

L’ansioso

L’ansioso potrebbe anche prendere 100 voli ogni anno ma quell’angoscia di arrivare in ritardo, di non trovare il gate, di non avere i documenti in regola, di perdere la carta d’imbarco e di ritrovarsi senza bagaglio all’arrivo non lo abbandonerà mai. Non ha paura di viaggiare in aereo, al contrario la crociera nel blu dipinto di blu è l’unico momento in cui riesce a rilassarsi. Esagitato.

L’euforico

Ne basta uno ma fa per dieci. L’euforico è quello che generalmente prende l’aereo solo per andare in vacanza, mediamente una volta l’anno. Carico come un pupazzo a molla, entra in cabina con lo spirito di Ibiza che scorre nelle vene. Parla a voce alta e interagisce con i suoi simili (della stessa comitiva!) e lo si riconosce dal look. Camicia dai colori sgargianti, bermuda, zainetto e cappellino. Talvolta osa perfino le infradito. Si dovrà forse tuffare direttamente dal finestrino?

Il morto che vola

Un nome strano che la dice lunga su questa categoria. Morto che vola, uomo affetto da terrore per qualunque tipo di spostamento non gli consenta di tenere i piedi per terra. Il suo peggiore incubo? Viaggiare in aereo e non uscirne vivo. Sale a bordo convinto che questa volta si precipita. Inizia a sudare freddo, legge il foglietto con le istruzioni di emergenza, spegne il cellulare già a casa (perché non si sa mai qualche interferenza!), non perde di vista le uscite di sicurezza e scruta le hostess per coglierne qualunque smorfia sospetta. All’atterraggio, quasi sorpreso dall’essere sopravvissuto, si lascia andare a un applauso liberatorio. Standing ovation.

Il logorroico

Non conta che il viaggio duri un’ora o dieci, il logorroico approfitterà del volo per parlarti di sé. E poco importa che tu non sia interessato, che voglia leggere, dormire o ascoltare la musica. No, lui non lascia la presa. Quando il pilota annuncia l’imminente atterraggio, mentre tu tiri un sospiro di sollievo, lui ti allunga il suo biglietto da visita…così vi potete tenere in contatto. Ha ancora altro da raccontare?

Lo spavaldo

È odioso. È fastidioso. È insopportabile. Lo spavaldo è così abituato a viaggiare in aereo tanto da essere convinto di poter perfino sostituire il pilota. Prova a fare il simpatico con le hostess, deride chi si preoccupa durante le turbolenze e si lamenta più o meno di tutto. La sua eccessiva sicurezza e la mania di protagonismo lo portano spesso ad arrivare last minute e a sfilare, come una top model in passerella, lungo il corridoio dell’aereo. Vanitoso.

lifestyle blogger Nayla Carvalho viaggiare lifestyle blogger Nayla C

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